La Mostra

L’AVVENTURA AFFASCINANTE DI UN “VISIONARIO ILLUMINATO

Per la prima volta al mondo un’esposizione dedicata agli anni cruciali della trasformazione del Greco, maestro indiscusso del ‘500, attraverso le tappe che hanno scandito il suo complesso iter artistico e spirituale tra Creta, l’Italia e la Spagna. Il curatore, Lionello Puppi, emerito di Ca’ Foscari, con alle spalle mezzo secolo di studi sull’artista, coadiuvato da un comitato scientifico di respiro internazionale, ricostruisce con molteplici spunti inediti le tappe di un’avventura irripetibile, indagando il processo creativo, il metodo di lavoro e la bottega di un artista controverso e non compreso nel suo periodo storico, ma definito dalla critica moderna un “visionario illuminato”. Un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso la progressiva trasformazione dell’artista e il percorso che lo porterà alla creazione di un linguaggio che non ha paragoni possibili e alla realizzazione di capolavori assoluti.

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CAPOLAVORI INEDITI PER UNA MOSTRA UNICA

El Greco nacque nel 1541 a Creta, territorio all’epoca sotto il dominio veneto. Lì divenne maestro d’arte seguendo il corso della tradizione artistica dell’isola, prima di intraprendere, all’età di 26 anni, il viaggio verso Venezia, città in cui seppe trasformarsi da iconografo ortodosso in un artista innovativo e rivoluzionario. Protagonista indiscusso della cultura figurativa occidentale, venne riscoperto nell’800 per diventare poi fonte d’ispirazione per le avanguardie del ‘900 come l’impressionismo e il cubismo.

La mostra, che illustra un percorso di opere prodotte dall’artista, soprattutto durante la sua permanenza nel nostro Paese, e dai grandi maestri che hanno influenzato il suo lavoro tra cui Tiziano, Tintoretto, Correggio, Jacopo Bassano, vanta prestiti importantissimi grazie alla significativa adesione di grandi istituzioni museali e collezioni private internazionali. L’obiettivo dell’esposizione è scoprire insieme ai visitatori il percorso di un artista geniale che continua a stupire per la profonda ispirazione che ha portato nel mondo dell’arte, anche moderna.

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IL GENIO MALEDETTO COPIATO DAI Più GRANDI

Ma chi era Dominikos Theotocopulos, detto El Greco?

Se la realtà dell’uomo si rende, peggio che sfuggente, inafferrabile, anche i contesti entro i quali le opere furono realizzate, sfumano in una nebbia disorientante.”

Lionello Puppi, curatore della mostra.

La fama del pittore divenne planetaria solo a partire dal ventesimo secolo, non solo per l’interesse di collezionisti e intellettuali, quanto per il riconoscimento della critica e degli artisti stessi dell’epoca. Da Pablo Picasso, a Manet, fino a Pollock, appassionati studiosi di El Greco, furono le avanguardie del ‘900 a inspirarsi alla modernità dei suoi manierismi nel disegnare le figure e alla stravaganza nel comporre immagini dai cromatismi inaspettati per la sua epoca.

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L’INVENTORE DELLA PITTURA MODERNA

“il Cubismo ha origini spagnole ed io sono il suo inventore. Dobbiamo cercare le influenze spagnole in Cézanne e osservare l’influenza di El Greco nella sua opera. Nessun pittore veneziano eccetto El Greco realizzava costruzioni cubiste.”
Pablo Picasso

La genialità del Greco sta nell’essere riuscito a fondere due culture contrapposte: quella greca ortodossa e quella rinascimentale cattolica romana. Sorprendente è la sua capacità di non negare nessuno dei due linguaggi e riuscire a fonderli insieme in uno stilema originale e unico. È questo che fa del Greco l’artista eminentemente visionario che sconvolse Manet, Cezanne e Picasso.
Serena Baccaglini, membro del comitato scientifico.

Inconfondibili le figure sinuosamente allungate, le forme umane stravolte dal furore mistico, i colori acidi, originali, al limite della psichedelia.

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ALLA SCOPERTA DEL GENIO

La mostra vuole portare il visitatore alla scoperta di questo pittore visionario, dal carattere irriverente, capace di sconvolgere l’estetica a lui contemporanea con toni drammatici e un linguaggio fantasioso ed espressionista. El Greco possedeva un senso della rappresentazione che va oltre gli stili e le epoche, un modo di intendere l’immagine e il cromatismo che senza dubbio può definirsi universale. El Greco non seguiva nessuna delle regole accettate dalla gran parte dei pittori e dei mecenati del Cinque-Seicento. Offre quindi un esempio di come le cose si possono approcciare in modo diverso, originale e stimolante. È questo misto di Creta, Venezia e Castiglia che emerge nei suoi quadri in una fusione totale. Tra le caratteristiche più impressionanti della sua opera, si distinguono le figure allungate come fiamme e la vivida luminosità delle sue tinte con una luce intensa che accende il colore.

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IL COMITATO SCIENTIFICO

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Prof. Lionello Puppi

è professore emerito di Metodologia della Storia dell’arte dell’Università Ca’ Foscari dove ha diretto il Dipartimento di Storia e Critica delle Arti e presieduto il Corso di laurea in Conservazione dei Beni culturali. è membro di svariate istituzioni scientifiche internazionali, tra cui l’Accademia Olimpica di Vicenza, l’Ateneo Veneto, la Real Academia de San Fernando, l’Institute for Advanced Study di Princeton ed è stato “Visiting Professor” in svariate Università d’Europa, Americhe, Giappone, Australia. Si è occupato di problematiche storico -critiche delle arti in Europa e nell’America latina in oltre milleduecento pubblicazioni tra libri e saggi alcuni dei quali tradotti in una decina di lingue straniere. El Greco ha costituito un momento privilegiato nelle sue ricerche sin dal 1963 col saggio pionieristico sulla sua attività ‘madonnera’ e dal 1967 con la monografia per i “Diamanti dell’arte” della SADEA Sansoni tradotta in spagnolo, francese e inglese, sino ai numerosi scritti editi in periodici scientifici e atti di Convegni internazionali dai primi anni Ottanta a oggi. Ha inoltre fatto parte del Comitato scientifico che ha organizzato per il Center of Mediterranean Studies i quattro grandi Simposi su El Greco tra Iraklion e Retymno e di quello che ha curato la miliare mostra sul pittore “Identidad y trasformacion” nel 1999 a Madrid, Roma, Atene.

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Prof. Serena Baccaglini

Si occupa di Cultura, Digital, Competitività d’impresa all’Università Cattolica di Milano e di Negoziazione Culturale con l’Alta Scuola di Formazione. Studiosa di calibro internazionale, la prof.ssa Baccaglini concentra oggi il suo ambito di ricerca su Smart Cities e Industrie Creative Culturali, nonché sui nuovi modi di porgere la cultura: storytelling, approccio ludico, nuove tecnologie e interattività e sulla cultura come strumento efficace di internazionalizzazione delle aziende. Ultimamente collabora con lo IULM, professor Maurizio Goetz su Arte e Turismo, la loro interazione e la qualificazione del territorio. Membro del Comitato Scientifico del Lucca Center for Contemporary Art, di particolare rilevanza è la sua attività di curatrice e organizzatrice di importanti mostre su artisti di spicco, tra cui Salvador Dalì (con menzione speciale da parte della Fondazione), Picasso (in collaborazione con la Fondazione Picasso di Parigi e Malaga), Mirò (con la Fondazione Mirò di Barcellona), progetti dai quali sono nate proficue relazioni con le più importanti Fondazioni, Istituzioni pubbliche e museali al mondo. Altrettanto rilevante è la sua attività culturale in Repubblica Ceca, dove è stata curatrice della prima mostra di Modigliani a Praga, responsabile delle relazioni internazionali del Festival Internazionale d’Arte Contemporanea TINAB (presentato anche in Italia alla Biennale 2010). Sua fu inoltre l’ideazione e la curatela, nel 2011, di Tauromaquia, Goya. Picasso, Dalì , mostra che per la prima volta vide il prestito delle opere più importanti dei grandi artisti cubisti cechi influenzati da Picasso (Filla, Capek, Mislbeck) ed ebbe come partner la Fondazione Picasso di Malaga ed importanti Musei europei, tra cui la Galleria Nazionale di Praga e i Musei Regionali della Repubblica Ceca. Giornalista, collabora da anni con alcune riviste di settore, tra cui Area Arte e Ok Arte di Milano.

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Prof. Robin Cormack

Professore Emerito di Storia dell’Arte Classica al Courtauld Institute of Art, alla University of London e professore associato di Lettere Antiche all’Università di Cambridge, il prof. Cormack è dal 1966 titolare delle cattedre di Arte Classica, Arte Bizantina e Arte Russa alla University of London. Insegna inoltre alla Facoltà di Lettere Antiche dell’Università di Cambridge. Tra i suoi principali titoli e progetti di ricerca, dal 2004 al 2006 è stato Ricercatore Emerito Leverhulme al Courtauld Institute of Art, e nel biennio 2005-2006 ha preso parte come studioso al Progetto di Ricerca sulla Persistenza dell’Antico al Getty Research Institute di Los Angeles. E’ stato curatore di 12 mostre d’arte internazionali, inclusa la recente The Road to Byzantium (La strada per Bisanzio) nella quale erano esposti reperti provenienti dall’Hermitage di San Pietroburgo. Nel 2008-2009 è stato co-curatore della grande mostra sull’arte bizantina alla Royal Academy, Byzantium 330-1453. è membro della Società Antiquaria di Londra.

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Dott. Maria Paphiti

Maria Paphiti è una storica dell’arte, formatasi al Courtauld Institute of Art di Londra. È specializzata in arte bizantina e sul primo periodo di El Greco. Nella sua tesi, dedicata al periodo cretese dell’artista, ha discusso se El Greco sia stato l’ultimo iconografo a portare innovazioni nella pittura di icone o il primo ad abbandonare del tutto la tradizione bizantina.
Dopo la laurea presso il Courtauld Institute of Art, Maria Paphiti ha lavorato da Christie’s a Londra, dove ha diretto il dipartimento internazionale di icone. Sotto la sua guida, il dipartimento ha raggiunto risultati senza precedenti sul mercato, tra cui la scoperta e il record mondiale per un’icona, che apparteneva allo zar Nicola II. Dal 2009 offre servizi di consulenza artistica ai collezionisti privati di tutto il mondo, su acquisizioni e vendite di arte bizantina e russa, nonché di dipinti europei, con particolare attenzione a El Greco.
Maria Paphiti ha pubblicato numerosi articoli sulle icone e il mercato artistico e scrive regolarmente per un giornale culturale greco-cipriota. È accademico onorario dell’Accademia Internazionale della Cultura e dell’Arte della Federazione russa.